radiologia-interventistica-01-1366x911
LOGOCRTFpages-to-jpg-0001
liyhly

C.R.T.F. CENTRO DI RADIOLOGIA E TERAPIA FISICA SRL

 

Via P. Atenolfi, 42/46 - 84013 Cava De' Tirreni (SA)

 

​Via Onofrio Di Giordano 15 – 84013 Cava De’ Tirreni (SA)

 

Via Corradino Biagi 18 - 84013 Cava De' Tirreni (SA)

 

089/441103   -  info@crtf.it

Approfondimento


facebook
iconmonstr-whatsapp-1-24020
instagram
iconmonstr-facebook-1-2407

P.IVA 02180810653

ig

Defecografia

Tempi di attesa 

ATM 

Radiologia apparato gastrointestinale

Telecranio 

Urografia

OPT 

iconmonstr-email-4-2401
WEBIDOO-LOGOFOOTER

Farmed by WEBIDOO

Defecografia

 

La Defecografia è un esame radiologico utilizzato per studiare le disfunzioni del pavimento pelvico che causano problemi nella defecazione. Viene eseguito utilizzando un mezzo di contrasto baritato diluito, iniettato direttamente nell'ampolla rettale allo scopo di simulare il più possibile la consistenza delle feci. Vengono opacizzate anche le anse del piccolo intestino con mezzo di contrasto baritato per bocca (os), o anche la vagina (nelle donne) per studiare i rapporti reciproci degli organi opacizzati durante la defecazione.

defecografia

È indicata principalmente nelle:

- sindromi da defecazione ostruita,

- nelle stipsi ostinate,

- nel sospetto di enterocele o rettocele,

- nelle patologie disfunzionali del pavimento pelvico.

- presenza di difficoltà di evacuazione

- dolore rettale o anale durante la defecazione,

- incontinenza,

- sensazione di impedimento svuotamento parziale dell'alvo.

 

L'esame può evidenziare alterazioni anatomiche dell'ultimo tratto dell'intestino per esempio

- rettocele,

- invaginamento rettale

- prolasso.

- dissinergia puborettale (una contrazione paradossa del muscolo puborettale il cui rilassamento permette l'apertura del canale anorettale e il rilasciamento dello sfintere anale esterno durante la defecazione)

 

La Defecografia è, inoltre, utilizzata nei controlli post-chirurgici dei soggetti operati per patologia ano-rettale.

 

Inoltre serve a verificare l'ampiezza dell'angolo anorettale, in che modo si modifica durante la defecazione, l'apertura dell'orifizio anale, la modalità di evacuazione e il valore di abbassamento del pavimento pelvico.

Raro il suo utilizzo nel sospetto di tumori del retto (più indicato il clisma opaco dc).

Teleradiografia del cranio (Telecranio)

 

Esame richiesto dall'odontoiatra e dall'ortodonzista (specialista della correzione delle malformazioni dentarie) per eseguire uno studio cefalometrico. Tale studio consente di valutare i tipi facciali, le caratteristiche di crescita, i rapporti dei mascellari e dei denti, le caratteristiche dei tessuti molli e il profilo del viso. La teleradiografia  del cranio o telecranio è una normale radiografia, eseguita con una particolare strumentazione, il radiologo sistema all'ingresso dei condotti uditivi esterni le olive auricolari di un craniostato, così chiamato perché serve a fissare completamente il cranio in una precisa posizione, e lascia che il paziente ruoti la testa rispetto ad un ipotetico asse che le collega trasversalmente, fino a trovare un orientamento naturale.
 

img.Mjg2NTc4MDAz

La teleradiografia può essere eseguita in tre proiezioni: latero-laterale, postero-anteriore ed assiale. La più usata nella diagnosi cefalometrica è la latero-laterale
L’uso di sistemi digitali ha permesso di aumentare notevolmente definizione, contrasto e visibilità di alcuni dettagli tra cui, appunto, la possibilità di distinguere efficacemente tessuti molli ed osso riducendo in maniera drastica la quantità di radiazione per effettuare l’esame.
Quando si usa un sistema digitale, per favorire il lavoro dello specialista, è buona norma riprodurre le immagini in formato 1:1, oppure indicare nella radiografia il fattore di zoom.

 

Lo specialista, utilizzando questa radiografia, esegue lo studio cefalometrico, vale a dire la misurazione di alcuni angoli e parametri essenziali per pianificare un progetto di protesi dentaria e/o di installazione di apparecchi ortodontici (apparecchi che servono per raddrizzare e correggere anomalie dentarie nei bambini e negli adulti).

 

Il telecranio è indubbiamente utile per stabilire che tipo di malocclusione (alterato rapporto dei denti, che impedisce la normale chiusura della bocca) ha un paziente e quale terapia adottare. Per la diagnosi di malocclusione e la programmazione del trattamento ortodontico, l'ortodontista può necessitare, la teleradiografia laterale del cranio con evidenziato il profilo delle parti molli del viso. Le informazioni che fornisce questa indagine sul tipo scheletrico e sulla previsione di crescita, possono essere di grande utilità per la scelta della giusta strategia di trattamento di alcuni tipi di malocclusione (Analisi cefalometrica). L’esame viene effettuato in condizioni standardizzate, per poterla confrontare con altri successivi che si potrebbero prescrivere in corso e alla fine del trattamento. Il confronto può servire a valutare la progressione della correzione ortodontica delle più severe malocclusioni scheletriche dell'età di crescita. Il suddetto studio cefalometrico consente di valutare diverse variabili:

• i tipi facciali

• le caratteristiche di crescita

• i rapporti dei mascellari e dei denti

• le caratteristiche dei tessuti molli

• il profilo del viso


 

Ortopantomografia (OPT)

 

L’ortopantomografia (nota anche come ortopantonoramica, o radiografia panoramica delle arcate dentarie) è una tecnica radiografica che fornisce un'immagine dei denti, delle arcate dentarie, delle ossa mandibolari e mascellari, dei seni mascellari su un'unica immagine radiografica.

L'apparecchio utilizzato prende il nome di ortopantomografo e consiste di un braccio orizzontale rotante che contiene una sorgente di raggi X (tubo radiologico) ed un meccanismo di movimento del piano sensibile (che porta il film radiografico) disposto alla estremità opposta.
Per ottenere la proiezione delle arcate dentarie l'apparecchiatura con il tubo radiologico deve ruotare intorno alla testa del paziente e sincronizzata contemporaneamente deve ruotare la cassetta radiografica.
Il cranio del paziente si trova tra la sorgente di raggi X ed il film radiografico.
Il macchinario permette movimenti su tre assi di assoluta precisione, e fornisce un'ottimale geometria di imaging, affidando ad un software il controllo continuo ed in tempo reale di ogni singola esposizione.
È ovviamente impossibile selezionare un movimento ideale dato che l'anatomia varia notevolmente da persona a persona.
Al soggetto sottoposto alla ortopantomografia viene richiesto di mordere una spatola plastica, in modo che tutti i denti, specialmente le corone, possano essere visualizzati individualmente.
Il processo di ortopantomografia richiede all'incirca un minuto, vale a dire il tempo necessario affinché la macchina esegua l'escursione richiesta intorno al cranio: mentre il braccio dell'apparecchio ruota, il film si sposta in modo tale che l'immagine del cranio parzialmente proiettata (limitata dalla sezione della trave) scorre su di esso e lo espone completamente.
La radiologia dentale si sta spostando dalla tecnologia basata su film alla tecnologia digitale, che si basa su sensori elettronici e rielaborazione dei dati ad opera di un software di computer.
Uno dei principali vantaggi rispetto ai sistemi basati sulla pellicola è riduzione di dose.
Altri importanti vantaggi sono identificabili nel fatto che le immagini sono immediatamente visualizzabili, l'esistenza di software che sono in grado di migliorare le immagini, la possibilità di inviare per via digitale le immagini a consulenti, professionisti ed agli stessi pazienti, una semplice ed affidabile gestione dell'esame e la sua archiviazione, la ancor più ridotta esposizione del paziente.
Dopo l'esposizione ai raggi X il film (una sorta di foglio) è posto in uno speciale scanner in cui l'immagine latente che si è formata viene recuperata punto per punto e digitalizzata, con una scansione di luce laser.
Le immagini digitalizzate vengono memorizzate e visualizzate sullo schermo del computer.
Allo stato attuale dell'arte dei sistemi digitali, la qualità dell'immagine è di gran lunga superiore rispetto a quella dei sistemi tradizionali basati su pellicola. Le ultime innovazioni hanno visto anche l'aggiunta della tecnologia 3D ai normali dispositivi digitali panoramici.
Negli apparecchi di ultima generazione la tecnologia 3D è disponibile semplicemente cambiando il sensore d’imaging e caricando gli aggiornamenti del software.

 

L'ortopantomografia fornisce informazioni molto utili per:

• Valutazione dello stato del cavo orale prima di un trattamento odontoiatrico.

• Diagnosi e pianificazione del trattamento di malattie dentali.

• Valutazione dello stato della dentizione nei soggetti in età di sviluppo.

• Valutazione ortodontica pre e post operatoria.

• Valutazione di carie interdentali, carie recidive, granulomi.

• Evidenziazione di eventuali malformazioni dentarie o denti inclusi.

• Ricerca di lesioni ossee, infiammatorie, cistiche a carico degli alveoli e delle struture ossee circostanti.

• Ricerca della causa di una odontalgia misconosciuta.

• Valutazione dei seni paranasali.

• Valutazione della articolazione temporo-mandibolare in caso di anchilosi o disfunzione.

• Diagnosi di osteosarcoma, ameloblastoma ed altre neoplasie delle ossa mascellari e mandibolari.

ATM

 

Radiografia delle articolazioni temporo-mandibolari

 

L'esame permette di eseguire delle specifiche radiografie delle articolazioni temporo mandibolari, vale a dire di quelle strutture con cui la mandibola entra in articolazione con l'osso temporale permettendo i movimenti di apertura e di chiusura della bocca.

img.MTg0NDI3NDQxNw.jpeg

Radiologia dell'apparato urinario: Urografia

 

Con l'urografia si studia l'apparato urinario. Si utilizzano raggi X e mezzo di contrasto organo-iodato idro-solubile, somministrato al paziente per via endovenosa. Si ottengono, così, informazioni sui reni e sulle vie escretrici urinarie, vescica compresa. La prescrizione di urografia è indicata in caso di:

• presenza di sangue nelle urine

• sospetto di lesioni traumatiche o neoplastiche

• coliche renali

• calcolosi delle vie urinarie

• disturbi prostatici

• disturbi della minzione

Indagini preliminari
Prima di fare l'urografia il Medico Radiologo può richiedere esami di laboratorio per avere informazioni sulle condizioni generali di salute del paziente.

 

Preparazione
Dalla mezzanotte del giorno prima è bene non mangiare, è invece consigliabile bere.
Per l'assunzione di lassativi valgono le indicazioni illustrate nel paragrafo Preparazione del capitolo sulla "Radiologia dell'apparato gastrointestinale", è necessario entrare in sala senza indossare oggetti metallici.

Durante l'esame il paziente è invitato a cambiare spesso posizione. Questo serve a valutare meglio le vie urinarie. La macchina utilizzata può essere di Radiologia Tradizionale (vedi paragrafo Cosa vediamo in una sala di Radiologia Tradizionale? del capitolo "Radiologia Tradizionale") o quella sempre telecomandata con monitor televisivo, per avere immagini in diretta.

 

Cosa può accadere al paziente
Quando il mezzo di contrasto viene iniettato, il paziente può avvertire una sensazione di calore generalizzato, di solito transitoria. Si associa, talvolta, un senso di amaro in bocca con un retrogusto metallico. In alcuni casi si avverte un prurito diffuso, con comparsa di eruzioni cutanee, bollicine. Si tratta di una leggera reazione allergica. Il Medico Radiologo valuta, in questi casi, se sospendere l'esame ricorrendo alle cure del caso. Il paziente, in casi molto rari, può manifestare sudorazione e senso di costrizione alla gola con difficoltà respiratoria. In questi casi si sospende immediatamente l'esame ricorrendo alle cure del caso.

 

Benefici
L'urografia fornisce immagini dettagliate dell'apparato urinario e individua la presenza di calcoli o lesioni dando informazioni sulla loro natura (benigna o maligna). Poche complicanze e bassa invasività i suoi punti forti.

 

Rischi
Sono possibili, anche se molto rari, gravi reazioni al mezzo di contrasto, descritte in precedenza (vedi paragrafo Cosa può accadere al paziente).

 

Controindicazioni
L'esame è sconsigliato in caso di gravi reazioni al mezzo di contrasto verificatesi durante esami precedenti, alterazioni importanti della funzionalità renale, epatica e cardiaca. Per il resto valgono le stesse controindicazioni della Radiologia Tradizionale.

 

Limiti
Le lesioni di dimensioni molto piccole possono non essere individuate. Ad ogni modo per capire di che natura sono si procede con altri esami radiologici: quali ecografia, TAC o Risonanza Magnetica.

img.MTkzNzY2MDQ.jpeg

Apparato gastrointestinale

 

 

Gli esami radiologici per studiare l'apparato gastrointestinale sono:

• lo studio delle prime vie digestive: esofago, stomaco e duodeno;

• il clisma del tenue, per studiare l'intestino tenue;

• il clisma opaco, per studiare il colon.

 

Le macchine impiegate nello studio dell'apparato gastrointestinale permettono di ottenere immagini in "scopia" ovvero con visione Televisiva diretta mediante raggi X, informazioni morfo-dinamiche, struttura e funzionalità, in tempo reale. Il nostro organismo va in onda.

 

Quando effettuare una radiografia

Riportiamo, di seguito, i sospetti diagnostici più frequenti per i quali è consigliato il ricorso a esami radiologici dell'apparato gastrointestinale:

• le ulcere gastrointestinali

• la patologia espansiva benigna (ad esempio polipi) e maligna

• i diverticoli

• lo studio della disfagia

• il rigurgito

• la stitichezza

• la diarrea

• il colon irritabile

• il calo ponderale

• sangue (occulto o manifesto) nelle feci

• la melena (sangue nelle feci proveniente dalle prime vie digestive)

• le malattie infiammatorie croniche (morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa).

 

Come prepararsi alla radiografia con mezzo di contrasto

L'esigenza di somministrare il mezzo di contrasto nasce dal fatto che i diversi tratti gastrointestinali non sono visibili senza, ed inoltre possono avere opacità simile. Questo darebbe come risultato un'immagine senza gioco di luci e ombre, bianco e nero passando attraverso la scala dei grigi che caratterizzano i diversi tessuti del corpo umano. Per fare diagnosi è allora necessario che nel tratto in esame ci sia un mezzo di contrasto. Una sospensione, in genere a base di bario, viene somministrata al paziente per via orale o rettale a seconda dell'indagine da eseguire. Il gusto viene addolcito con additivi al sapore di fragola, cioccolato o anice. Entrato nell'organismo, il m.d.c. aderisce alle pareti creando quella diversa opacità creando appunto il contrasto con gli organi vicini, utile alla diagnosi delle eventuali patologie presenti. Insieme al m.d.c. possono essere somministrate miscele gassose per consentire immagini e diagnosi ancor più precise. In questo caso si parla di esami a "doppio contrasto". Durante la procedura, che può durare da un minimo di 30 minuti a un massimo di 60, il paziente è invitato a cambiare spesso posizione. Questo serve a far aderire meglio il bario alle pareti viscersali, ma anche ad avere diverse angolazioni del tratto da studiare.
Talvolta nel corso dell'esame è possibile avvertire crampi addominali e fastidi quando il Medico Radiologo esegue delle compressioni mirate. Il bario viene eliminato spontaneamente solitamente nelle 48-72 ore successive all'indagine.

 

Benefici:

La diagnosi fatta con l'impiego di mezzo di contrasto è, per accuratezza, molto simile anche se non uguale all'endoscopia. Sicuramente è meno invasiva, oltre ad essere rapida e indolore. Per un buon esito dell'esame, è necessario far bene la preparazione.

 

Rischi:

Il bario, in casi rari, può determinare occlusione intestinale. In casi rarissimi può fuoriuscire attraverso una perforazione della parete intestinale e causare una peritonite.

 

Controindicazioni:

Non è possibile, se non in casi eccezionali, fare questi esami nelle stesse situazioni indicate per la Radiologia Tradizionale (vedi paragrafo Quando è preferibile non fare esami di Radiologia Tradizionale?)

 

Limiti:

Se si scopre una lesione non si può fare una biopsia. In tal caso per sapere qual è la natura bisogna ricorrere necessariamente all'endoscopia.

Esami radiografici ed ecografici a domicilio

 

Il C.R.T.F. è dotato di attrezzature mobili per effettuare esami radiologici ed ecografia a domicilio per pazienti allettati e/o non deambulanti.
Per ricevere maggiori informazioni o richiedere una prestazione a casa tua non esitare a contattarci.

Cosa fare prima di una radiografia

 

Per quanto riguarda la radiologia tradizionale(ad esempio le comuni radiografie) non è necessaria una preparazione particolare. 
È sufficiente presentarsi all’esame radiologico nel giorno dell’appuntamento, avendo cura di non indossare particolari metallici, come gioielli, forcine o catenine, che potrebbero compromettere la precisione del risultato finale. Un esame Rx dura in media 15 minuti.

LE PRESTAZIONI DI RADIOLOGIA DEL C.R.T.F.

La struttura di Cava De’ Tirreni (Salerno) mette a disposizione mezzi di ultima generazione nell’ambito della diagnostica per immagini: in questo modo è possibile offrire ai pazienti un servizio rapido, accreditato con il SSN, in grado di produrre referti entro 48h dall'esecuzione dell'esame.

 

Le prestazioni comprendono:

Ritiro referto

Prestazione

S.S.N.

Tempo di attesa

Immediato

Immediato

Immediato

Immediato

Immediato

1 giorno

3 giorni

4 giorni

3 giorni

1 giorno

Mutuabile

Mutuabile

Mutuabile

Mutuabile

Privato

Mutuabile

Mutuabile

Mutuabile

Mutuabile

Mutuabile

Torace

Ortopantomografia

Radiografia Scheletro

Rx Segmento Scheletrico

Urgenze Domiciliari

Mammografia

Fistolografia

Isterosalpinografia

Clisma Opaco

Urografia

Immediato

Immediato

48 ore

48 ore

Immediato

48 ore

48 ore

48 ore

48 ore

48 ore

Non esitate a contattarci